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Ambientamento al nido e alla scuola dell’infanzia per crescere insieme alle famiglie

21/10/2026

L’inserimento al nido e alla scuola dell’infanzia è un passaggio importante per i bambini, ma anche per i genitori. A Zelo Buon Persico, due incontri dedicati alle famiglie hanno trasformato le emozioni dei primi giorni in un’opportunità per costruire fiducia.

 

incontro con insegnanti

 

L’inserimento al nido e alla scuola dell’infanzia è un passaggio importante per i bambini, ma anche per i genitori. A Zelo Buon Persico, due incontri dedicati alle famiglie hanno trasformato le emozioni dei primi giorni in un’opportunità per costruire fiducia.

 

Il 30 settembre e il 7 ottobre, alle 17.30, l’asilo nido e la scuola dell’infanzia di Zelo Buon Persico hanno aperto le porte a un momento speciale. Non un semplice colloquio per fare il punto sull’ambientamento dei bambini, ma uno spazio pensato interamente per i genitori. Quando i bambini iniziano a frequentare un servizio educativo, non sono i soli a cominciare un nuovo percorso, ci sono una mamma, un papà, una famiglia che si confronta con abitudini diverse, persone nuove, piccoli progressi e a volte anche inevitabili momenti di fatica.

 

Ambientamento al nido come un percorso che coinvolge tutta la famiglia

I primi giorni di apertura dei servizi educativi sono intensi per tutti. I bambini iniziano a conoscere un ambiente nuovo, le educatrici e gli altri compagni; i genitori imparano a fidarsi, a riconoscere i segnali dei propri figli e a trovare un nuovo equilibrio. È un processo che richiede tempo e pazienza. E che può portare con sé emozioni contrastanti, dalla curiosità all’entusiasmo, sollievo, preoccupazione e, a volte, anche un po’ di tristezza.

Da alcuni anni, al nostro nido e alla nostra scuola dell’infanzia di Zelo Buon Persico viene adottato il modello dell’ambientamento partecipato: durante i primi tre giorni, il genitore rimane al servizio educativo per tutta la permanenza del bambino o della bambina, accompagnandolo nella scoperta del nuovo ambiente.

La scelta nasce da una convinzione precisa: accogliere un bambino significa accogliere anche la sua famiglia. Costruire una relazione di fiducia con i genitori è parte integrante del percorso educativo e aiuta a creare le condizioni perché ogni bambino possa sentirsi accolto e vivere serenamente il distacco. Nasce così l’esigenza di dedicare uno spazio anche ai genitori, complici tante emozioni e una sentita condivisione. Quest’anno quindi, al termine del percorso di ambientamento, la nostra équipe educativa ha voluto fare un passo in più, dedicando alle famiglie un tempo tutto loro. In un clima informale, seduti per terra, i genitori hanno potuto raccontarsi, condividere aspettative e preoccupazioni, ascoltare le esperienze degli altri e riconoscere emozioni che spesso si vivono in silenzio.

Ci sono stati sorrisi e lacrime, racconti personali e momenti di ascolto. Senza la necessità di trovare risposte immediate o di stabilire quale sia il modo giusto di affrontare il distacco, ogni famiglia ha avuto la possibilità di portare la propria esperienza. Anche le attività proposte, come la lettura di un albo illustrato e la scelta di immagini capaci di rappresentare il proprio vissuto, hanno aiutato i partecipanti a dare forma a emozioni non sempre facili da esprimere. Il risultato è stato un confronto autentico, in cui le differenze tra le esperienze individuali non sono diventate distanze, ma occasioni per conoscersi meglio.

 

setting

 

Le testimonianze dei genitori: «Ci siamo sentiti meno soli»

A raccontare il valore di questi incontri sono soprattutto le parole delle famiglie. Le testimonianze raccolte restituiscono prospettive diverse sul distacco, sulla crescita dei bambini e sulla relazione con le educatrici. Esperienze personali che, messe una accanto all’altra, mostrano quanto sia importante avere uno spazio in cui potersi esprimere senza sentirsi giudicati.

«Grazie per le emozioni che mi avete fatto uscire» dice Carmen, «Sono stata contenta per la riunione che abbiamo fatto. È stata bellissima, emozionante, divertente… una bella esperienza. Sono contenta che abbiamo parlato, ci siamo raccontate, vi abbiamo detto i nostri pensieri e la nostra storia. Spero che ci siano altri incontri, mi piacete e sono molto felice. Grazie per le emozioni che mi avete fatto uscire».

 

Hillary e Mauro continuano: «Abbiamo capito che non siamo soli, quello che ci ha colpiti di più è stato trovarci davanti ad altri genitori che stavano vivendo le nostre stesse emozioni e i nostri stessi pensieri. Ci ha rassicurati capire che le difficoltà che affrontiamo ogni giorno per crescere nostra figlia Ginevra sono condivise da tante altre famiglie. Ci sentiamo meno soli e meno inadeguati, soprattutto quando ci chiediamo se quello che facciamo sia giusto o sbagliato. Ora pensiamo che la strada che stiamo percorrendo sia quella giusta e abbiamo la consapevolezza che, durante questo cammino, ci sarà qualcuno ad accompagnarci».

Un’altra mamma condivide questo pensiero: «Uno spazio pensato interamente per noi genitori. Ci tenevo a ringraziarvi per l’incontro: è stato un momento davvero piacevole, in cui mi sono sentita accolta e ascoltata.Pensavo si trattasse di un semplice colloquio di restituzione sul primo mese di frequenza dei bambini al nido. Trovare, invece, uno spazio pensato interamente per noi genitori è stata una bellissima sorpresa e un gesto di grande sensibilità. La lettura dell’albo è stata di grande ispirazione. Mi ha colpita anche ascoltare le altre mamme raccontare il senso di colpa legato al distacco. Io ho vissuto questa scelta in modo un po’ diverso: pur sapendo che la mia bambina mi sarebbe mancata, ho scelto di iscriverla al nido perché considero il distacco una tappa fisiologica, sana e necessaria per la sua crescita. Ascoltare le altre esperienze mi ha fatto riflettere su quanto ogni genitore viva questo momento a modo proprio. È stato un confronto profondo, arricchente ed emozionante. Grazie ancora per il vostro tempo, la cura e la disponibilità».

La mamma di Travis dice: «Vedo che al nido sta bene, ma il distacco mi fa riflettere. Ho trovato l’incontro molto utile e interessante, perché mi ha aiutata a capire meglio il percorso di ambientamento dei bambini.In questo periodo vivo emozioni contrastanti: da una parte sono contenta di vedere che mio figlio, dopo qualche minuto di difficoltà al momento del distacco, si calma, gioca, impara cose nuove, mangia e dorme serenamente al nido. Dall’altra, come mamma, il suo pianto all’ingresso mi fa riflettere e mi porta a chiedermi come stia vivendo questo cambiamento. Durante il momento del racconto con le fotografie mi sono emozionata e un po’ bloccata, quindi credo di non essere riuscita a esprimermi come avrei voluto. Apprezzo molto la vostra disponibilità e l’attenzione che dedicate ai bambini e alle famiglie. Grazie per il confronto e per il supporto che ci state offrendo in questo percorso».

Una delle famiglie: «Abbiamo scoperto quante emozioni convivono in questo cambiamento. Ci è piaciuta molto l’attività delle immagini, perché ci ha fatto fermare un attimo a pensare a quello che stiamo vivendo con l’inserimento di nostro figlio. Scegliere un’immagine che rappresentasse le nostre emozioni ci ha aiutati a capire quante sensazioni diverse accompagnino questo momento: la curiosità e la felicità per una nuova esperienza, ma anche l’emozione e la preoccupazione legate al distacco e all’affidarsi a persone nuove. Ci ha fatto piacere ascoltare gli altri genitori e condividere pensieri ed emozioni. È stato un momento semplice, ma significativo. Siamo contenti di iniziare questo percorso e speriamo di costruire un bel rapporto di fiducia e collaborazione con voi, sentendoci liberi di condividere dubbi, emozioni e anche le piccole difficoltà che potranno esserci».

Un’altra famiglia aggiunge: «Condividere le nostre emozioni aiuta anche i bambini. Ci ha fatto piacere condividere con le altre famiglie le sensazioni provate in questo periodo di cambiamento. È importante sapere che questi incontri non sono solo per noi, ma servono anche a far vivere una migliore esperienza a nostra figlia. Sicuramente sarebbe interessante ripetere questo momento di condivisione».

 

libri per bambini

 

Educare significa costruire relazioni di fiducia

Le parole delle famiglie raccontano esperienze diverse, ma fanno emergere un bisogno comune: sentirsi accompagnati in una fase di cambiamento che riguarda i bambini e, insieme a loro, gli adulti che se ne prendono cura. Non esiste un solo modo di vivere l’ambientamento. C’è chi fatica a separarsi, chi trova nel nido un’opportunità di crescita per il proprio figlio e chi attraversa entrambe le esperienze, magari nello stesso giorno. Tutte queste emozioni possono convivere e meritano ascolto. Per i servizi educativi, creare occasioni di confronto significa riconoscere ai genitori un ruolo fondamentale e costruire con loro un’alleanza che prosegue ben oltre i primi giorni di frequenza. È in questa relazione quotidiana, fatta di dialogo, fiducia e attenzione reciproca, che prende forma un progetto educativo condiviso. Perché accompagnare i bambini nella crescita significa anche offrire agli adulti la possibilità di fare domande, esprimere dubbi e trovare il proprio modo di affrontare i cambiamenti.

 

A volte basta proprio questo: sedersi insieme, ascoltarsi e scoprire che, anche quando le esperienze sono diverse, nessuno deve affrontare questo percorso da solo.

 

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