C’è un personaggio minuscolo, in un libro per bambini, che passa tutta la sua storia a farsi una domanda enorme: “Io cosa sono?”. Pezzettino, di Leo Lionni, racconta proprio questo: la ricerca di un senso e di un posto nel mondo, di un valore che non dipenda dall’essere parte di qualcun altro. Pezzettino crede di essere solo un frammento, un avanzo, qualcosa che manca di completezza. Finché scopre che non è un pezzo di altri, ma un intero fatto a modo suo. È una storia semplice, come sanno esserlo solo quelle davvero profonde. Parla ai bambini, ma anche agli adulti che li accompagnano, ricordando che l’identità non nasce dal confronto né dall’omologazione, ma dal riconoscere ciò che ci rende unici. Ognuno ha il proprio “pezzettino”: una qualità, un desiderio, un modo speciale di stare con gli altri.
Come Pezzettino, anche i bambini attraversano un naturale processo di scoperta di sé, in un percorso fatto di domande, confronti e differenze, che li conduce a riconoscersi come individui completi e irripetibili. In chiave pedagogica, questo cammino richiama ciò che la psicologia definisce processo di individuazione, ovvero diventare sé stessi senza rinunciare alla relazione con gli altri.
Da questa idea prende forma il titolo Unici come Pezzettino, speciali come un calzino spaiato: due immagini diverse, ma intimamente legate. Come Pezzettino, anche il calzino spaiato sembra fuori posto, incompleto, sbagliato. E invece racconta una verità preziosa, che non serve essere uguali per appartenere, non serve essere in coppia per avere valore. Basta essere sé stessi. Ed è da qui che nasce il senso profondo della primissima Giornata dei Calzini Spaiati nella scuola dell’infanzia: un invito gentile a guardarsi, riconoscersi e scoprire che ogni bambino, proprio come Pezzettino, è già, da solo, qualcosa di importante.
Venerdì 6 febbraio 2026, alla Scuola dell’Infanzia Lella Razza gestita da Il Mosaico Servizi, a Castiraga Vidardo, la Giornata dei Calzini Spaiati ha preso forma attraverso un’attività coinvolgente proposta dalle nostre educatrici. Immaginiamo una mattina in cui i bambini entrano a scuola con calzini diversi, uno a pois e uno a righe, uno corto e uno lungo. Immediatamente questa immagine diventa possibilità di racconto, gioco e pensiero condiviso, capace di parlare ai bambini di unicità e inclusione. Leggi l’articolo per scoprire come è andata!

La “Giornata dei Calzini Spaiati” nasce per riflettere sul valore dell’unicità e dell’inclusione, contrastando ogni forma di esclusione. Non è una ricorrenza ironica nel senso leggero del termine: l’ironia qui è uno strumento pedagogico, un linguaggio accessibile ai bambini, capace di trasformare un concetto complesso come la diversità, in un’esperienza quotidiana e visibile. Un calzino spaiato non è rotto o inutile. Un calzino è un calzino: continua a scaldare il piede e a fare quindi il suo mestiere. Un calzino spaiato è semplicemente differente. Ed è proprio in questa diversità che diventa racconto. Nella scuola dell’infanzia i bambini stanno costruendo le prime mappe del mondo in cui si trovano: chi sono io, chi sono gli altri, cosa mi rende uguale e cosa mi rende diverso. Proporre la “Giornata dei Calzini Spaiati” significa offrire un simbolo semplice e potente per parlare di identità, rispetto e convivenza. Il progetto, nato e sviluppato insieme ai bambini della Scuola dell’Infanzia Lella Razza, ha avuto come obiettivo quello di promuovere la consapevolezza che l’unicità è un dono, attraverso delle attività di lettura e gioco, accostate a momenti di dialogo e riflessione. Ogni bambino è stato accompagnato a riconoscere il proprio “pezzettino” speciale e a condividerlo con il gruppo, costruendo una comunità più inclusiva e colorata.
Per affrontare questo tema, è stato letto l’albo illustrato La cosa più importante. Nel racconto, alcuni animali del Bosco di Pratorosso esaltano una propria caratteristica fisica come la più importante in assoluto. Gli altri, uno dopo l’altro, si adeguano. Finché il saggio gufo riporta l’attenzione su una verità semplice e dimenticata:
“Ognuno di noi ha qualcosa di importante.” Dopo la lettura, il silenzio. Quel silenzio tipico dei bambini quando stanno pensando davvero. Poi le parole hanno iniziato a uscire, una alla volta, come calzini spaiati da un cassetto.
Parole semplici, eppure densissime. Come accade spesso, sono i bambini a dire le cose più difficili senza bisogno di spiegarle troppo.
Nel contesto educativo della scuola dell’infanzia, questo simbolo aiuta i bambini a comprendere che la bellezza sta nell’essere differenti, nell’accettare e valorizzare ciò che ci rende singolari. Non per emergere sugli altri, ma per stare insieme in modo più autentico. Ognuno è unico e proprio per questo, necessario!

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