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Quali immagini, meglio delle fotografie  dell’86enne  Franco Razzini, possono portare il respiro della più autentica lodigianità in un luogo nato per celebrare i sapori e le tradizioni gastronomiche della città del Barbarossa? Sugli scatti di quello che può essere considerato “il maestro”, il più lodigiano dei fotografi lodigiani, dal lungo percorso costellato di riconoscimenti, si è perciò concentrata l’attenzione degli organizzatori per l’iniziativa che ha quale protagonista l’Usteria de San Bassan; e con lei, la sua storia di attenzione per l’unicità di una terra e dei suoi prodotti come specchio del desiderio  di  mantenere  viva un’identità culturale. Dal 2004, unica nel territorio e tra le poche anche  in  ambito  nazionale, l’“Usteria” dà spazio all’inserimento lavorativo di persone diversamente abili attraverso la gestione della cooperativa Il Mosaico. È  Stefano  Taravella,  socio fondatore  della  cooperativa  e membro del consiglio di amministrazione, a illustrare l’iniziativa che rilancia ora l’immagine rinnovata del locale, recentemente riconosciuto con il certificato di eccellenza Tripadvisor: un momento di apertura al pubblico che coniuga le ragioni del gusto con quelle dell’arte, collocando in una sorta di esposizione permanente le fotografie di Razzini nelle sale di via Borgo Adda 47. Avrà luogo qui, alle 18 di domani e e con ingresso libero l’aperitivo solidale con il vernissage dall’invitante titolo Marbré et similaires che saluta le opere alle pareti proponendo la degustazione del tipico antipasto di antica ricetta lodigiana. Sarà anche possibile, previa prenotazione, partecipare alla cena con piatti della tradizione locale, al costo di 25 euro. Intorno, nelle cinque grandi immagini catturate dall’obiettivo di Razzini, pluripremiato cantore di Lodi e della sua gente e ormai loro memoria storica, sfilano come scanditi da un tempo che scorre ancora lento i vissuti di un passato sottratto ai ritmi incalzanti dei giornattuali: stalle e vecchi cortili, porticati di strade ai limiti della campagna come luoghi di incontro per dimenticati modi di vita; visioni da non perdere e ancora vive nel ricordo di tanti, che non dissimilmente dai sapori dei cibi di una volta offrono il piacere del ricordo e della nostalgia.

Marina Arensi

Allegati:
Scarica questo file (2015-11-25.pdf)Il Cittadino, 25 novembre 2015[ ]141 kB
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